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Bevande vegetali: autoproduzione

2026-04-26 16:14

Lia Courrier

Vegan Life, bevande-vegetali-vegan-mandorle-da-bere,

Bevande vegetali: autoproduzione

La mia esperienza con l'autoproduzione di bevande vegetali ad un prezzo accessibile e in breve tempo Un miracolo? No: leggi il mio blog!

Premesse
Da qualche tempo il mercato propone un elettrodomestico che permette di produrre quello che chiamiamo “latte” vegetale. Oggi, però, sarebbe più corretto chiamarlo “bevanda” vegetale, per non incappare nelle pesanti sanzioni previste dal DDL1519: multe fino a 100 mila euro per le aziende che chiamano “latte” la loro bevanda vegetale o che indicano nella confezione, paradossalmente, proprio l'assenza di latte vaccino nel prodotto.
Ma non entriamo in questo ginepraio.
 

Come sempre, l’autoproduzione è la risposta per il consumatore attento e consapevole: un elettrodomestico dotato di un sistema di filtraggio automatico, che altrimenti andrebbe fatto a mano spremendo la polpa attraverso un colino o un panno in tessuto.
Ma andiamo a vedere meglio i vantaggi che l'autoproduzione porta nella qualità della nostra vita.
Le bevande in commercio nei supermercati, realizzate con le mandorle, ad esempio, contengono al massimo 5% di mandorle e anche se scegliamo dei prodotti bio e senza zucchero, questi conterranno certamente anche sostanze indispensabili per la conservazione, mentre invece quelle prodotte in casa conterranno soltanto gli ingredienti che decidiamo di metterci dentro e nient’altro. Sebbene durino in media 3-5 giorni, si può produrre solo quello che serve e consumarlo tutto in tempo.
L’autoproduzione abbatte al 100% i rifiuti  come Tetrapak o bottiglie, poiché il prodotto di conserva in recipienti riutilizzabili.
Il residuo della lavorazione, chiamato okara, può essere utilizzato come ingrediente in altre ricette, poiché contenente fibre e altri nutrienti importanti. Se non si può utilizzare subito, è possibile congelarlo e unirlo, ad esempio, nella lavorazione di torte, impasti, biscotti, barrette e in ogni altro modo ti venga in mente.

 

Unica pecca di questa macchina: il costo.
Esistono diverse aziende produttrici, ma diciamo che una in particolare in questo momento è sulla bocca di tutti e non c'è dubbio sulla sua altissima qualità, viste anche le centinaia di recensioni entusiastiche da parte di chi l’ha acquistata e utilizzata.
Il suo costo, però, si aggira intorno ai 180-200 euro.
Troppo, secondo me. 

Tendo ad essere critica verso le aziende che promuovono sani principi etici e modelli produttivi sostenibili, ma si rivolgono solo a chi dispone di risorse economiche. Preferisco trovare soluzioni adatte alle tasche di chiunque, questo è il motivo per cui, ad esempio, consiglio sempre di cercare piccoli produttori nei mercati rionali, piuttosto che alimentare una catena come quella dei supermercati biologici più famosa d’Italia, in cui il reparto del fresco sembra una gioielleria.

 

E un bel giorno, ad un tratto…l'idea!

Mi ritrovo a parlare ad un’amica di questo nuovo elettrodomestico, esprimendo il mio interesse all’acquisto ma anche le perplessità riguardo il prezzo, forse dovuto l’aumento della domanda verso un certo tipo di alimentazione, che potrebbe aver fatto gola a quelle aziende alla ricerca di un nuovo mercato da sfruttare.

Lei allora mi dice: “ma guarda che esiste un aggeggio che costa molto meno e lo usi con il tuo frullatore ad immersione” e mi manda un link per acquistare quello che una volta si chiamava “chufamix” e che oggi compare sul mercato come Vegan Milker. Questo semplice dispositivo meccanico è molto popolare in Spagna, specialmente a Valencia, per produrre il succo di Chufa, un tubero dal gusto che ricorda la nocciola o il cocco, una bevanda dissetante ma anche ricca di fibre, sali minerali e priva di glutine. 
La Chufa ha dato il nome a questo oggetto.
Il suo costo si aggira intorno ai 30 euro.

Preciso che non vengo pagata per fare pubblicità ai prodotti di cui vi parlo in questo blog.
Mi fa piacere condividere le mie scoperte con chi magari è alla ricerca di una soluzione per avvicinarsi sempre di più ad una vita con un basso impatto ambientale e che sia anche allo stesso tempo un sostegno per la propria salute e, non meno importante, che non sia proibitiva dal punto di vista economico.


La scatola arriva con quattro pezzi, per il modello classico:
 

  • Un recipiente cilindrico
  • Un magico filtro
  • Uno stantuffo
  • Un coperchio

 

Utilizzo Vegan Milker da qualche giorno e ne sono già innamorata perché percepisco il potenziale.
La procedura è semplice: ho messo in ammollo 115 gr. di mandorle pelate la sera prima, per farle ammorbidire e non danneggiare le lame del frullatore a immersione.
Il giorno dopo ho versato un litro di acqua nel recipiente, poi ci ho messo dentro il filtro.
Dentro al filtro le mandorle ammollate e poi sciacquate per bene, quattro piccoli datteri (rigorosamente dall’africa e non dalle colonie palestinesi occupate) e un pizzico di sale.
Ho frullato tutto con il mixer andando su e giù per due minuti e poi il filtro ha fatto il resto: aiutandomi con lo stantuffo ho strizzato tutto il succo rimasto nella polpa, ottenendo l’Okara.
Questa volta l’ho congelata, ma la prossima la darò al mio vicino, perché ovviamente non è che posso usarla tutta io, e poi è bello condividere o, se vogliamo vederla da un altro punto di vista possiamo parlare di economia del dono a sostegno della comunità fuori dal mercato.
La bevanda è pronta. Si può usare il vaso stesso in dotazione, coprendolo con il coperchio, da mettere in frigo. Io ho messo la bevanda in un recipiente più piccolo, per comodità, con un tappo sigillante, che chiude bene.
Facilissimo da lavare, il Vegan Milker adesso riposa nella mia credenza, prima di essere riutilizzato, tra tre o quattro giorni, per una nuova produzione. È possibile ovviamente usare avena, pistacchi, mixare con cacao, fragole e tutto quello che ti viene in mente.

Puoi cercare su internet e confrontare i prezzi, ci sono tanti modelli diversi, io ho quello basico che è quello che compare in foto (le tazze non sono incluse). Se non trovi puoi chiedermi il link che ho utilizzato per l'acquisto.

Un passettino alla volta, una scelta alla volta.
Verso una vita sostenibile e senza violenza verso le altre creature e verso il pianeta.